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In breve

 

E poi capita che il sangue sbatte addosso
e il vento sia uno scirocco di cristallo,
che ti aggrappi a una follia,
prigioniero dello stallo,
come il mare sotto le alghe.
E come l’albero d’autunno,
lasci foglie sull’asfalto
ad ammucchiarsi contro i muri.
Che si arrende senza sonno, senza storia,
senza volto e quella sfilza di respiri.
Mentre fuggi e ti fai largo
tra la gente, tra le grida
sarà il fisco, sarà il caldo.
Sarà il senso della vita,
ma ti ho visto anche un sorriso,
in quell’improvviso volo.
Dopo i gemiti, il rancore e la consueta ipocrisia,
del “mai più di questi fatti”,
c’è una tua fotografia
nel Sole 24 Ore e due brevi trafiletti.
E come l’albero d’autunno,
lasci foglie sull’asfalto
ad ammucchiarsi contro i muri.
E si arrende senza sonno, senza storia,
senza volto e quella sfilza di respiri.
Quanti giorni accumulati,
che poi bastano minuti
per così perdere il filo.
E’ strano come certi umani dopo tutti questi anni, si consumi anche il destino.

Sempre più ironico. Grande Max!

Se fossi qui dipenderei dalle tue tenerezze

dette sul collo a bassa voce ma lo sai

l’amore porta guai si perde quasi sempre c’è gente

che facile non si riprede più ma tu

guarda me, prendo tutta la vita com’è

non la faccio finita ma incrocio le dita e mi bevo un caffè

Ammazzo il tempo provando con l’automeditazione canto un po’

nella testa ohohohohohoh…

e mi rimetto ripulendo il mio salotto dal terribile ricordo che resta di te

Se fossi qui mi lascerei

tentare dalle tue carezze

però ringrazio Dio che non ci sei

l’amore fa per noi ma separatamente

c’è gente che come me non si riprende mai, lo sai

guarda te questo straccio di vita cos’è

non la faccio finita soltanto perché è pronto un altro caffè

Ammazzo il tempo provando con l’auto meditazione canto un po’

nella testa ohohohohohoh…

e mi rilasso finché non ho più addosso quel terribile ricordo rimasto di te

Indifferente che mente c’è l’eco di quelle malelingue che…

mi han detto ohohohohohoh

ci sono cose su di lei che è meglio non sapere mai

sai che ricordo mi resta di noi

ohohohohohh…

e mi rimetto ripulendo il mio salotto dal terribile ricordo che resta di te

Guarda me prendo tutta la vita com’è

non la faccio finita ma incrocio le dita e mi bevo un caffè

Ammazzo il tempo provando con l’auto meditazione canto un po’

nella testa uh uh uh uh uh uh…

e mi rilasso finché non ho più addosso quel terribile ricordo rimasto di te

Indifferente che mente c’è l’eco di quelle malelingue che

mi han detto uh uh uh uh uh uh…

ci sono cose su di le che è meglio non sapere mai

sai che ricordo mi resta di noi

ma ci son cose su di me che forse non ci crederai

sai che ricordo ti resta di noi

max2

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( foto di Simone Cecchetti https://www.facebook.com/simone.cecchettibis )

Panorama.it

“Quello che vogliamo trasmettere con questo progetto è la potenza del collettivo sul singolo, l’importanza di mettersi insieme”, ha spiegato Niccolò Fabi il giorno della presentazione dell’album Il padrone della festa, realizzato a sei mani con gli amici-colleghi di sempre Daniele Silvestri e Max Gazzè, con i quali ha diviso tante volte il piccolo palco de Il Locale di Roma.

E’ innegabile che il loro progetto discografico prima, e poi il tour insieme siano stati due delle più belle sorprese musicali dell’ultimo anno.

Ieri sera una spettacolare luna piena ha accompagnato a Rock in Roma l’ultimo concerto congiunto dei tre artisti, almeno per un po’ di tempo. D’altra parte era stato messo in chiaro fin dall’inizio chela loro sarebbe stata una collaborazione limitata nel tempo, prima di tornare ciascuno alla sua carriera solista, arricchita da un bagaglio d’esperienze di inestimabile valore umano e artistico.

Non c’era, però, nessuna nostalgia tra i 20.000 spettatori che sono accorsi ieri sera a Rock in Roma, ospitato all’Ippodromo delle Capannelle, per abbracciare l’ultima volta i propri beniamini. Colpiva immediatamente l’eterogeneità del pubblico, composto da ragazzi dai venti ai cinquant’anni, in alcuni casi anche con prole a seguito, tra fan della prima ora e nuovi “adepti” conquistati da Il padrone della festa.

In effetti, più che un concerto, è stata una vera e propria festa, che ha preso il via alle 22 per concludersi quasi tre ore dopo con un interminabile e meritato applauso.

Un battito cardiaco, accompagnato dalle immagini in bianco e nero dei momenti più belli del tour,  scandisce l’ingresso dei tre cantautori romani, che aprono le danze con i ritmi in levare di Alzo le mani.

“Come saprete in molti questa è l’ultima data -sottolineano i tre- dovevamo finire il tour ancora prima, ma non potevamo non chiuderlo nella città dove tutto è iniziato”.

I ritmi salgono con Life is sweet, che dal vivo ha un tiro ancora maggiore che nell’album, salutata da un cartello di una fan con la scritta “Con voi Life is sweet”.

Atmosfere più morbide caratterizzano Sirio di Max Gazzè, brano forse ispirato al successo di Alan Parsons. “Sono contento di aver suonato questa canzone- spiega Fabi- è una delle prime che Max suonava al Locale. Ci sembrava perfetta per mostrarvi la bellezza della libertà che ci siamo concessi“.

Una buona idea, cantata a due voci insieme a Gazzè, acquista via via ritmo e bassi, con il refrain che viene cantato in coro dal pubblico di Capannelle.

“Già ai tempi del locale avevo cercato di mostrare che si poteva scrivere una canzone su qualsiasi minchiata”, afferma Silvestri per introdurre il suo godibile Il flamenco della doccia, accompagnato dai battiti di mani da improvvisati ballerini spagnoli e dai cori in francese maccheronico dei suoi divertiti compagni di viaggio.

Verso la fine del brano fa il suo ingresso, battendo le mani a mo’ di ballerini di flamenco, la superband che li ha accompagnati in questi mesi di tour, “i nostri migliori amici che sono anche i nostri migliori musicisti”, come afferma Gazzè: Roberto Angelini alla chitarra elettrica e slide, Max Dedo  ai fiati, Gianluca Misiti alle tastiere, Piero Monterisi alla batteria, Josè Ramon Caraballo Armas alle percussioni e tromba e Adriano Viterbini alle chitarre.

Regala grandi emozioni L’amore non esiste, basata su un gioco di rimando tra gli opposti, con Silvestri e Gazzè che premono volutamente l’acceleratore sul cinismo, mentre a Fabi è affidato il ruolo del cantante romantico, esemplificato dalla frase “l’amore non esiste, esistiamo io e te”. Bella la coda  strumentale, con un imponente finale in crescendo alla Beatles e il coro “pa pa pa” che sembra pensato apposta per le grandi platee.

“Già partono le prime stecche”, si scusa sornione Gazzè. “Sono scelte alternative alla nota giusta -replica divertito Fabi- poi tu hai sempre fatto come cazzo ti pareva”. Un assist per la successiva Come mi pare, il cui testo offre diversi spunti di riflessione: “Chi vuole scrivere impari a leggere, chi vuole suonare prima deve imparare ad ascoltare, chi vuole ridere impari a piangere, chi vuole capire prima deve riuscire a domandare”.

“Come va?-chiede Gazzè- Fa caldo? Oggi non sapevo come vestirmi, mi sono portato dietro l’armatura saracena,  ma poi non me la sono messa”.

E’ il momento, per ciascuno, di interpretare una canzone del suo ricco repertorio: Ma che discorsi di Silvestri, E’ non è di Fabi e Il solito sesso di Gazzè, quest’ultima accolta da un vero e proprio boato.

Lo show è rodato nei minimi particolari e non ha mai una caduta di tensione, con i tre artisti che si divertono a spalleggiarsi e a fare da coristi l’uno all’altro, mentre la band macina virtuosismi chitarristici, solida ritmica e fiati ricchi di pathos.

Vento d’estate, ormai un classico della bella stagione, non mostra i suoi quasi vent’anni, ma risulta ancora fresco come una brezza marina.

Silvestri è coinvolgente e autorevole nell’ invettiva politica de Il mio nemico, mentre atmosfere decisamente più spensierate caratterizzano L’avversario, uno dei momenti più divertenti e coreografici del concerto,  dove Max Gazzè e Niccolò Fabi fanno il loro ingresso con la vestaglia da pugili impreziosite dalle scritte Max e Nicc, per affrontarsi a colpi di canzoni del loro repertorio, arbitrati da Daniele Silvestri, che a sua volta accenna Le cose che abbiamo in comune.

Fabi canta Mentre dormi di Gazzè e incanta in Costruire, uno dei suoi brani più emozionanti, al termine del quale viene abbracciato con trasporto da Silvestri. E’ il momento della sua latineggianteAutostrada, scandita dal suo personale fraseggio quasi rappato, che si trasforma nel finale in Corazon espinado di Santana, interpretata dal percussionista cubano Ramon.

Spazio al medley composto da tre dei brani più amati delle loro carriere soliste, Capelli, Occhi da orientale e Il timido ubriaco.

Convincono pienamente  anche Cara Valentina e Il negozio d’antiquariato, quest’ultima cantata in coro dai 20.000 spettatori, che si prestano volentieri a supportare Silvestri nella celebrazione della romanità un po’ sboccata di Testardo.

Il finale del concerto è travolgente con le hit La favola di Adamo ed Eva, Lasciarsi un giorno a Roma e Salirò, tutte e tre accomunate da un beat pulsante che trasforma l’Ippodromo delle Capannelle in una gigantesca discoteca all’aperto.

Dopo due ore tiratissime, è tempo di una breve pausa, prima del generoso bis, con altri cinque brani, quasi un concerto nel concerto:Sornione, Una musica può fare, Gino e l’alfetta, Sotto casa e Cohiba, dove alcuni spettatori srotolano una bandiera cubana e fanno il pugno chiuso.

Dopo due ore e mezza di ottima musica si può essere più che soddisfatti, ma le luci ancora spente e il filmato di un pianeta rosso che si avvicina in modo minaccioso fanno intuire che la festa avrà ancora una gustosa appendice.

La chiusura è affidata, e non poteva essere diversamente, alla title track Il padrone della festa, un brano perfetto da suonare in acustico, con gli smartphone a simulare l’effetto accendino, il cui climax è la frase sibillina “perché il sasso su cui poggia il nostro culo è il padrone della festa”.

La canzone scandisce l’uscita, uno ad uno, dei cantautori e dei musicisti, sommersi dalle ovazioni del pubblico entusiasta.

E’ ormai mezzanotte e tre quarti, ma il gruppo al completo ritorna alla ribalta per l’ultimo grande, abbraccio collettivo, sulle note registrate di Alzo le mani cantata da buona parte del pubblico, che non mostra alcuna intenzione di guadagnare l’uscita, quasi a voler prolungare la magia della serata.

Cala il sipario, con numerosi occhi lucidi sia sopra che sotto al palco, sul fortunatissimo tour de Il padrone della festa, che ha regalato emozioni e divertimento a decine di migliaia di spettatori in tutta Italia, oltre che in alcuni club europei.

Ci auguriamo, vista l’oggettiva riuscita dell’operazione, che Fabi Silvestri e Gazzè, un po’ come fanno ormai da 46 anni Crosby Stills & Nash a cui sono stati più volte accostati, tornino ogni tanto a incrociare le loro chitarre e le loro voci. Speriamo che la festa continui.

 

urbanpost.it

Postepay Rock in Roma: Gazzè, Fabi e Silvestri, l’arrivederci del trio delle meraviglie

20 mila fan ieri al concerto Postepay Rock in Roma del trio Gazzè, Fabi e Silvestri. Cori, sorrisi e striscioni ad accogliere “i padroni della festa”, che da una grande amicizia hanno saputo cogliere melodie e una ricca esperienza musicale.

Non è un addio, è un arrivederci“, rassicura il trio composto da Max Gazzè,Niccolò Fabi e Daniele Silvestri. Parole che rincuorano i fan e tutti gli amanti del trio delle meraviglie che ieri ha dato, ancora una volta, il meglio di sè alle Capannelle di Roma. Avevano deciso di concludere il loro tour all’Arena di Verona ma come resistere al richiamo di Roma, la città eterna dalla quale tutto è iniziato? 20 mila fan ieri ad attenderli sotto il palco romano, che ospita il Postepay Rock in Roma.

Cori, sorrisi e striscioni ad accogliere “i padroni della festa“, che da una grande amicizia hanno saputo cogliere melodie e una ricca esperienza musicale. La loro unione è stata una delle sorprese più belle dell’ultimo anno, nonostante fosse chiaro fin dall’inizio che il tutto avrebbe presto avuto una fine. Peccato, perché il trio fa impazzire davvero tutti, giovani e ultra quarantenni. Si inizia con Life is Sweet, che dà lo “slancio per partire” al massimo durante la calda serata romana. E conL’amore non esiste si assiste a un cambio di atmosfera, più dolce e profonda grazie all’interpretazione di Daniele Silvestri.

Cara Valentina e Il negozio d’antiquariato sprigionano le voci della folla, che canta a squarciagola le melodie di Gazzè. Le hit sono senz’altro le più coinvolgenti:Lasciarsi un giorno a Roma, che riprende la tematica della serata e Salirò, un tuffo nel passato sanremese di Silvestri. A completare la serata e a chiuderla con la dovuta standing ovation è Il padrone della festa, che lascia l’amaro in bocca ai presenti, forse perché vorrebbero che tutto ciò non fosse un addio.

 

rainews.it

Fabi-Silvestri-Gazzè, l’ultimo show a Roma ma “non è un addio”

31 LUGLIO 2015 Non hanno resistito al richiamo di Roma, della loro Roma, dove tutto è iniziato. I tre menestrelli Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè sono tornati sul palco del Rock in Roma, insieme, per quella che è stata l’ultima tappa del loro speciale tour “Il Padrone della Festa”, nato come coronamento di una ventennale amicizia e scritto a sei mani dopo un viaggio umanitario in Sud Sudan. Un commiato che in realtà è stata una grande festa durata oltre due ore e mezza che si è conclusa con un interminabile e meritato applauso… Il servizio di Roberta Rizzo – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/fabi-gazze-silvestri-ultimo-show-a-Roma-ma-non-addio-a95e71a7-caec-471b-a3e7-045a3d82d1bf.html

 

it.blastingnews.com

Fabi Silvestri Gazzé: emozioni ed applausi a Rock in Roma 2015

Oltre 20.000 spettatori, tre ore di musica ed un lunghissimo applauso per l’ultima data del tour “Il padrone della festa”

Ieri sera,  all’Ippodromo delle Capannelle di Roma, si è tenuto il gran finale del tour che ha visto protagonisti Niccolò Fabi,Daniele Silvestri e Max Gazzè, una delle più belle sorprese musicali degli ultimi anni. Una serata piena di emozioni e tre ore di musica e parole che hanno allietato un pubblico eterogeneo, che ha deciso di festeggiare insieme ai tre cantautori romani l’ultima data di un percorso artistico decisamente sorprendente. Non è solo una conoscenza di lunga data a legare i tre cantanti: Niccolò, Max e Daniele, infatti, sono un ‘unicum’ perfetto in grado di donare emozioni e raccontare storie di vita come solo i veri artisti sono in grado di fare.

Come dichiarato dagli stessi cantautori, la data dell’Ippodromo delle Capannelle non era prevista. L’ultimo concerto, infatti, sarebbe dovuto essere quello del 22 maggio all’Arena di Verona. Il grande successo di pubblico ed una sintonia a dir poco ‘magica’, però, hanno spinto il trio a fare il bis. Data l’eccezionalità dell’evento, i tre cantautori hanno deciso di consentire anche a tutti coloro che hanno preso parte alla serata del 22 maggio all’Arena di Verona di assistere al concerto a Rock in Roma gratuitamente.

Quella di ieri sera è stata un’ultima data all’insegna della celebrazione. Una festa in piena regola, dunque. Come di consueto, Niccolò, Daniele e Max hanno deciso di aprire il concerto con ‘Alzo le mani’ ma, questa volta, hanno voluto omaggiare il loro pubblico proiettando vari fotogrammi dei momenti più significativi della loro avventura ‘a tre’. Lo spettacolo era, senza alcun dubbio, rodato, ma le emozioni sono state moltissime, quasi come se quella di ieri fosse stata la prima e non l’ultima data del tour. Poco prima dell’una di notte, i tre cantautori si sono congedati dal loro pubblico con la bellissima canzone ‘Il padrone della festa’, e sono stati virtualmente abbracciati da un lunghissimo e caloroso applauso. Ma vediamo come è nato ‘Il padrone della festa’ e, sopratutto, quando Niccolò, Daniele e Max hanno deciso di collaborare.

“Il padrone della festa”: la storia

Si conoscevano da sempre Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè ma, nonostante avessero più volte manifestato il desiderio reciproco di lavorare a un progetto comune, ognuno dei tre ha intrapreso il proprio percorso artistico. Il destino, però, ha giocato le sue carte, e la scintilla che ha dato il via al progetto ‘Il padrone della festa’ è stata la missione umanitaria in Sud Sudan, nella quale Niccolò ha coinvolto anche Daniele e Max. Quella del Sud Sudan è stata un’esperienza emozionante, che ha consentito ai tre di realizzare che era arrivato il momento di pensare ad un progetto al quale lavorare insieme.

Dall’esperienza del Sud Sudan è nato il pezzo ‘Life is sweet’ che, in poche settimane, ha riscosso moltissimi consensi. Sull’onda del successo, Niccolò, Max e Daniele sono poi partiti alla volta di un tour europeo, a seguito del quale è nato l’interessante docu-film ‘LocalEuropa – musica valida per l’espatrio’, in cui i tre artisti, oltre a raccontare il loro tour, hanno descritto in maniera egregia la realtà di tutti gli italiani che hanno deciso di lasciare la propria patria. Il tour, poi, è continuato in Italia, riscuotendo numerose dimostrazioni di stima ed affetto da parte del pubblico.

Progetti per il futuro

Nella speranza che quello di questa sera a Rock in Roma sia solo un arrivederci e che vi siano ancora numerose occasioni di vedere Niccolò, Daniele e Max esibirsi insieme, pare che i tre artisti abbiano espresso la volontà di tornare ognuno sulla propria strada. Di sicuro, la perfetta intesa tra l’eleganza d’animo di Niccolò Fabi, la razionalità di Daniele Silvestri e l’eccentricità di Max Gazzè, che ha consentito la nascita di un progetto tanto ambizioso quanto completo come ‘Il padrone della festa’, rimarrà uno dei progetti musicali più riusciti dell’attuale panorama musicale italiano.

 

correttainformazione.it

Fabi Silvestri Gazzè, arte e amicizia trionfano nella grande festa del Rock in Roma

Tre amici…un sogno. Così, intorno alle 22 di ieri 30 Luglio 2015, il maxischermo introduce i 3 artisti romani sul palco del Rock in Roma. Migliaia le persone accorse da tutta Italia per assistere all’ultima grande festa del riuscitissimo progetto Fabi Silvestri Gazzè.

L’atmosfera è delle migliori, un giro di boa di una calda estate romana. Nelle ore precedenti l’intera zona di Capannelle è stata letteralmente paralizzata dal fiume di gente che si avvicinava verso l’ippodromo. Si percepisce tutta la carica che accompagnerà lo spettacolo per circa 2 ore e mezza di musica. Fabi Silvestri Gazzè trasudano un contagioso entusiasmo ripercorrendo i loro più grandi successi senza tralasciare i brani frutto della loro collaborazione nell’album Il padrone della festa. Niente da invidiare ai tanti  nomi internazionali che si sono alternati nelle scorse settimane sul palco del Rock in Roma. “Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono” cantava Giorgio Gaber. Ebbene, Fabi Silvestri Gazzè rientrano a mani basse tra le cose per cui ci si sente fortunati di appartenere a questo paese. Tendiamo spesso a guardare con nostalgia al glorioso passato artistico nostrano, ma in questo caso il concerto di ieri sera è la netta dimostrazione che la grande arte è ancora qui, proprio in mezzo a noi e chi era presente non dimenticherà facilmente ciò che ha visto ed ascoltato. Tre chitarre, tre voci, tre amici. Silvestri ogni tanto lasciava la propria sei corde per muovere le sue mani sulla tastiera, così come faceva Fabi spostandosi per suonare le spazzole sulla batteria. Pubblico in estasi quando nell’aria riecheggiavano le note di grandi successi evergreen, da La favola di Adamo ed Eva a Costruire, passando per Cohiba. Fabi torna agli esordi con Capelli per poi giocare in casa riproponendo Lasciarsi un giorno a Roma. Delirio quando Silvestri interagisce col pubblico cantando Testardo e richiamando a gran forza il contributo dei romani presenti (chi conosce il brano comprende bene il motivo).

Gazzè, prima di far letteralmente scatenare il pubblico con il suo più recente successo Sotto casa, rappresenta appieno il giullare della serata. Non perde mai occasione di intrattenere i presenti con esilaranti gag per cui non sempre i suoi colleghi sono riusciti a trattenere le risate.

Fabi Silvestri Gazzè, il trionfo di un’amicizia che dura da più di 20 anni

Fabi Silvestri Gazzè trasmettono tutta la bellezza del rapporto che li lega da anni. Un’amicizia che è culminata in questo sodalizio artistico. Sembrano quel classico gruppo di ragazzi che ai tempi del liceo progettano la rivoluzione mentre strimpellano la propria chitarra intorno ad un falò in spiaggia. Poi si cresce, si creano famiglie e si affrontano anche momenti molto difficili. Ma l’amicizia, quella vera, è lì che ti supporta sempre ed è pienamente palpabile il sentimento quando ti trovi davanti a te la grande complicità che accompagna il trio Fabi Silvestri Gazzè. Il concerto di ieri sera rappresentava la ciliegina sulla torta di un progetto, un lungo viaggio musicale ed artistico che ha portato i tre artisti in giro per l’Italia arrivando anche a Verona per la grande serata dello scorso mese di Maggio. È davvero un peccato separarli, ma in fondo certe perle si apprezzano proprio quando mantengono la propria rarità. E quello che è avvenuto ieri sera è decisamente qualcosa di raro che riempie cuore, occhi e spirito.

Da sottolineare infine la bravura, nonché la simpatia dei musicisti che hanno accompagnato Fabi Silvestri Gazzè: Roberto Angelini alle chitarre elettriche e slide, Gianluca Misti alle tastiere, il polistrumentista Massimo De Domenico, Piero Monterisi alla batteria, il chitarrista Adriano Viterbini e l’acclamatissimo Josè Ramon Caraballo Arman alle percussioni e alla tromba.

Noi vi lasciamo con qualche immagine della serata, augurandoci/vi di poter assistere di nuovo ad un evento targato Fabi Silvestri Gazzè.

 

 

Scaletta dell’ultima tappa de “Il padrone della Festa” tour. La qualità dei video è modesta, il valore di questo ricordo incalcolabile.

 

Alzo le mani

Life is sweet

Sirio è sparita


Una buona idea

Il flamenco della doccia

L’amore non esiste

Come mi pare

Ma che discorsi

È non è

Il solito sesso

Vento d’estate

Il mio nemico

L’avversario (Annina mia, Rosso, L’uomo più furbo, Dica, Le cose che abbiamo in comune)

Mentre dormi


Costruire

L’autostrada

Capelli

Occhi da orientale

Il timido ubriaco

Cara Valentina

Il negozio di antiquariato

Testardo

La favola di Adamo e Eva


Lasciarsi un giorno a Roma

Salirò

Sornione

Una musica può fare

Gino e l’alfetta

Sotto casa

Cohiba

Gran Finale
Il padrone della festa

 

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Fonte: http://music.fanpage.it/

di Federico Guglielmi

Il sodalizio con Niccolò Fabi e Daniele Silvestri non si è ancora ufficialmente concluso, ma Max Gazzè è già proiettato verso il (suo) futuro: ci sono un tour al via il 10 luglio e un nuovo disco in fase di preparazione.

Nel grande circo del pop italiano Max Gazzè non è certo una figura convenzionale, no davvero. Non lo è mai stato, neppure quando diciannove anni e mezzo fa pubblicava per la Virgin il suo esordio da solista, “Contro un’onda del mare”, scegliendo per la copertina una foto dove è all’interno di una di quelle strutture cilindriche che contengono i sacchi dell’immondizia condominiali. Una mossa stravagante che, unita alle bizarrie e all’obliquità della sua formula musicale, a titoli e testi per lo più surreali e, in generale, al suo modo eccentrico di porsi, si tradussero in accostamenti tutto sommato legittimi con il Franco Battiato dei primi anni ’70, quello di dischi creativi e inafferrabili quali “Fetus”, “Pollution” e “Sulle corde di Aries”; che, sul finire del 1995, il cantautore (e bassista, e produttore…) si fosse presentato alla ribalta in versione acustica aprendo i concerti proprio di Battiato fu una sorta di chiusura del cerchio. Dopo quell’exploit, Gazzè avrebbe comunque imboccato una strada più immediata, benché sempre all’insegna di un’espressività tutta sua, lunatica ma non per questo incoerente: decisivi per la sua affermazione il singolo “Cara Valentina” e il fortunatissimo sodalizio con Niccolò Fabi e Riccardo Sinigallia per “Vento d’estate”, entrambi inseriti in quel “La favola di Adamo ed Eva” (1998) che merita senza dubbio un posto fra i massimi capolavori del pop nazionale, nel senso più intelligente e brillante del termine.

Da allora, la carriera del musicista romano è andata avanti più che bene, con poche, inevitabili flessioni artistiche e di popolarità e tanti momenti di alto profilo. Escludendo le antologie, gli album a suo nome finora immessi sul mercato sono otto… e “un terzo”, volendo (giustamente) considerare la sua quota de “Il padrone della festa” cointestato ai vecchi amici Niccolò Fabi e Daniele Silvestri. Sono invece quattro le presenze al Festival di Sanremo, tre i ruoli interpretati per il cinema, una trentina le collaborazioni con colleghi e colleghe (una dozzina i duetti), alcune centinaia di migliaia i CD venduti. Numeri importanti, che testimoniano come almeno in qualche circostanza la personalità, il talento e la voglia (il coraggio?) di rifiutare l’omologazione possano tradursi in risultati concreti e – soprattutto – continuativi. Che un personaggio per molti versi fuori dalle righe come Max Gazzè sia riuscito a raggiungere e conservare visibilità su vasta scala e successo per ormai quasi due decenni è una splendida notizia non solo per lui, ma per chiunque punti ad affermarsi senza suonare banalità, senza vantare un look da fotomodello, senza piegarsi a stantie regole di pseudo-marketing. Che poi, nel caso di Max, il progetto sia sostenuto dalla capacità di inventare melodie, arrangiamenti e parole (queste ultime a quattro mani con il fratello Francesco) che non ho remore a definire “geniali”, è naturalmente un bell’aiuto.

Nell’attesa di concludere con la data al “Rock In Roma” (il 30 di questo mese) l’esperienza in trio con Fabi e Silvestri, rivelatasi uno degli eventi più significativi della stagione 2014/15 del pop-rock nostrano, Max Gazzè – dall’altro ieri quarantottenne – si accinge ad avviare il suo ennesimo tour denominato “Coast To Coast”, con prima tappa dopodomani (il 10) a Torino; a lui toccheranno come al solito microfono e basso, mentre alla collaudatissima backing band composta da Giorgio Baldi alla chitarra, Clemente Ferrari alle tastiere, Cristiano Micalizzi alla batteria e Massimo De Domenico ai fiati è affidato il compito di fornire gli altri mille colori della tavolozza. Uno zigzagare per la Penisola che procederà in parallelo alla preparazione del prossimo album da solista, che visti i consensi raccolti dal precedente “Sotto casa” e dalla prova “a tre” potrebbe regalare all’artista ulteriori gratificazioni; e anche se Max non ama le cose scontate, è difficile pensare che non gradirebbe festeggiare così i due decenni esatti – inizio 2016: i tempi tecnici ci sono tutti – trascorsi dall’uscita di “Contro un’onda del mare”.

Fonte: http://www.radioitalia.it/

Dopo il fortunato album “Il padrone della festa”, realizzato nel 2014 con gli amici Niccolò Fabi eDaniele Silvestri, Max Gazzè è tornato in studio a scrivere il suo prossimo album di inediti.

Il cantautore romano, che per ora non ha dato anticipazioni sul nuovo disco, da venerdì 10 luglio attraverserà l’Italia con il suo “Coast to Coast Tour” partendo dal Parco della Certosa di Collegno (Torino). La tournée, il cui nome richiama il titolo del film “Basilicata Coast to Coast” nel quale il cantante ha recitato nel 2010, inizierà il 10 luglio a Collegno (Torino) e proseguirà con le tappe del 13 a Ghilarza (Oristano), dell’1 agosto a Marcianise (Caserta), del 5 a Treviso, dell’11 a Civitanova Marche (Macerata), del 12 a Marina di Pisa, del 16 a Zafferana Etnea (Catania) e del 17 a Furnari (Messina). Sono state recentemente inserite nel calendario le tappe del 10 agosto a Campomarino (Campobasso) e del 6 settembre a Conca della Campania (Caserta). Durante i concerti, Max sarà accompagnato dalla sua storica band composta da Giorgio Baldi alle chitarre, Clemente Ferrari alle tastiere, Cristiano Micalizzi alla batteria e Max ‘Dedo’ De Domenico agli strumenti a fiato.

Inoltre Gazzé, che ieri ha ricevuto gli auguri di amici, fan e colleghi per i suoi 48 anni, si esibirà a Roma il 30 luglio per il live-evento che concluderà la tournée con Niccolò Fabi e Daniele Silvestri.

Atto di forza” di Francesco e Max Gazzè è il brano vincitore della 12esima edizione del Premio Amnesty International Italia, indetto nel 2003 e assegnato alla miglior canzone sui diritti umani. La cerimonia di consegna si terrà sul palco di Rosolina Mare a Rovigo domenica 20 luglio nel corso della serata finale della 17esima edizione del festival “Voci per la libertà”. Il pezzo dei fratelli Gazzè, inserito nell’album “Sotto Casa” pubblicato nel febbraio 2013, tratta il tema della violenza sulle donne e, secondo gli ideatori del riconoscimento, dà un contributo importante alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questo grave e attuale problema.

Tra i brani selezionati per il premio c’erano anche “Il Muro del Suono” di Ligabue, “Isole del Sud” di Claudio Baglioni, “Nessuno Tocchi l’Amore” di Renato Zero, “Senza Ritegno” di Raphael Gualazzi, “Magazzino 18” di Simone Cristicchi, “Senza Catene” di Massimo Bubola, “Dicono di Noi” di Fabio Cinti, “Velo di Sposa” dei Radiodervish e “Uumschlagplatz” degli Stormy Six e Moni Ovadia. Intanto Max Gazzè è impegnato in un nuovo progetto, il trio appena composto con Daniele Silvestri e Niccolò Fabi.

Canzone di Anna

Nuova versione:

Testo:

Anna che sorride a tutti,
Anna infondo come sta?
anche se si trucca gli occhi
si capisce che non va,
Anna e le sue insicurezze
gli entusiasmi artificiali,
Anna con i suoi animali
ultimi esemplari di sincerità,
Anna che domanda agli altri
tutto quello che non sa,

Anna ha sempre un libro in borsa,
Anna spende più di quel che ha,
e sul frigo mette quelle foto
di posti dove non andrà.
Anna che cucina dolci per le feste degli amici,
Anna che si chiude in bagno
quando a cena parlano di libertà,
Anna con il suo nome
che in tanti hanno cantato già.
Anna ha bisogno di essere amata
per quello che ancora non è
e regala se stessa nella speranza
che qualcuno poi la convincerà,
Anna come a 18 anni,
Anna e i figli che non ha,
Anna con i suoi vestiti colorati grandi molto più di lei,
Anna e quella casa al mare
dove non ritorna più.
Anna che sorride a tutti,
Anna infondo come sta?
anche se si trucca gli occhi
si capisce che non va,
Anna e le sue insicurezze
gli entusiasmi artificiali,
Anna con i suoi animali
ultimi esemplari di sincerità,
Anna che domanda agli altri tutto quello che non sa.