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Con Daniele Silvestri e Carmen Consoli

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Per questa mia modestissima Guida Ragionata all’Ascolto e alla conoscenza della musica di Max Gazzè, trovo necessario cominciare da Megabytes.

Pubblicata all’interno di “Ognuno Fa Quello Che Gli Pare?” nel 2001 per la EMI.

Tutto questo esula parecchio
dall’ideale che avevo immaginato
per me in modo plausibile
quando alla vita ho chiesto
di essere almeno liberato
da un’identità troppo fragile
Il frutto di alcune passività
in fatto di comunicazione
che spingono il senso comune
a non mettere il naso più in là

Ecco perché il peso ci schiaccia
di non potere amare davvero
e stringere chiunque tra le braccia
se lo vogliamo sul serio
ecco perché qualsiasi angelo
può diventare cattivo
se ciò che lo rende vivo
fa quasi sempre scandalo

Tutto questo assomiglia troppo
ad una libertà vigilata
con la paura che lavora sotto
di non avere la felicità pensata

Nel frattempo siamo rinchiusi
ancora in tanti singoli megabytes
circondati da una vita sola
non la capiamo mai

Ecco perché il peso ci schiaccia
di non potere amare davvero
e stringere chiunque tra le braccia
se lo vogliamo sul serio
ecco perché qualsiasi angelo
può diventare cattivo
se ciò che lo rende vivo
fa quasi sempre scandalo

Megabytes, megabytes, megabytes, megabytes
Nel frattempo siamo rinchiusi ancora in tanti singoli megabytes

Ecco perché il peso ci schiaccia
di non potere amare davvero
e stringere chiunque tra le braccia
se lo vogliamo sul serio
ecco perché qualsiasi angelo
può diventare cattivo
se ciò che lo rende vivo
fa quasi sempre scandalo

 

Una riflessione sul peso delle convenzioni sociali? Sulla difficoltà di comunicazione e sulla tendenza ad autoisolarci dal resto?

Esprimere noi stessi è troppo difficile o costoso, tanto che è meglio fingere, rinunciare, conformarsi?

L’ideale che avevo immaginato.

Una libertà vigilata.

La paura che lavora sotto di non avere, la felicità sperata.

Il peso che ci schiaccia di non potere amare davvero.

Ho ritrovato tutto questo nella mia vita. Puntuale come Max lo descrive nel testo. Chissà se capita anche a voi. O se magari la leggete in modo completamente diverso. O se vi fermate solo alla parte musicale, peraltro eccellente.

Il video non è stato creato da un utente di youtube, ma lo trovo geniale.

Quanto precede, naturalmente, è del tutto personale.

Spigolo tondo

Come mi pare

Alzo le mani

Live a casa tua – concorso TIM

Purtroppo senza Daniele…

Medley Bush Hall – London

Life is Sweet

MAX: Disteso sul fianco passo il tempo, passo il tempo
fra intervalli di vento e terra rossa.
Cambiando cambiando prospettive
cerco di capire il verso giusto,
il giusto slancio per ripartire.

NICK: Questa partenza è la mia fortuna
Un orizzonte che si avvicina
Sotto il mio camion c’è la mia cucina
e intanto aspetto aspetto aspetto
che il fango liberi le mie ruote
che la pianura calmi la paura
che il giorno liberi la nostra notte
tutti insieme, tutti insieme

DAN: Ma tutti insieme siamo tanti, siamo distanti
siamo fragili macchine che non osano andare più avanti
siamo vicini ma completamente fermi
siamo famosi istanti divenuti eterni
E continuare per questi pochi chilometri sempre pieni di ostacoli
e baratri da oltrepassare sapendo già
che fra un attimo ci dovremo di nuovo fermare

Da qui passeranno tutti o non passerà nessuno
Con le scarpe nelle mani, in fila ad uno ad uno
Da qui passeranno tutti fino a quando c’è qualcuno
perché l’ultimo che passa vale come il primo
Life is sweet!

MAX: Un ponte lascia passare le persone
un ponte collega i modi di pensare
un ponte chiedo solamente
un ponte per andare andare andare

NICK: E non bastava già questa miseria
Alzarsi e non avere prospettiva
E le punture quando viene sera
e la paura la paura

DAN: La paura che ci arresta che ci tempesta
non insetti che volano ma proiettili sopra la testa
È una puntura ma direi che è un po’ diversa
La cura c’è ma l’aria non è più la stessa

NICK: E continuare non è soltanto una scelta
ma è la sola rivolta possibile.
Senza dimenticare che dopo pochi chilometri
ci dovremo di nuovo fermare

Da qui passeranno tutti o non passerà nessuno
con le scarpe nelle mani, in fila ad uno ad uno
Da qui passeranno tutti fino a quando c’è qualcuno
perché l’ultimo che passa vale come il primo
Life is sweet!

MAX: A prescindere dal tempo che è un concetto qui inutilizzabile
mi basterebbe avere un posto giusto da raggiungere

Da qui passeranno tutti fino a quando c’è qualcuno
perché l’ultimo che passa vale come il primo
Life is sweet! Life is sweet!