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Se soltanto (inedito)

Se soltanto avessi avuto
più minuti, ore, anni
Per chiederti se il vuoto
che ora stringono i miei panni
è lo stesso delle sere in cui ti vedevo giù
e non sapevi che cosa far di più
Se soltanto mi parlassi
quando dialogo con l’aria
perchè sei gli alberi, i sassi
stai ascoltando la mia storia?
perchè ormai quando cammino
sei il rumore dei miei passi
ed è tuo questo cantare mio in giardino…
Non sarà solo un ricordo quel meraviglioso sguardo
Sai che dopo ogni sorriso tuo
Mi si fermava il mondo
E non solo di pensiero
Le nostre vite perse
Ma percepire vero
Di carezze

Se soltanto avessi idea
di quanto sia difficile
ogni volta che un’immagine di te
dove sei adesso?
non poterti dire che sono nato e resto libero
che vivere però ora è solo questo
Com’è facile incontrarti
dentro agli occhi dei passanti
nel via vai di certe nuvole
perduta nei tramonti
non sarà solo un rimpianto
nel … contro il cielo
averti amato tanto per davvero

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Oggi ho imparato a breve scuola
A offrirmi e tentennare sul crinale di parole
Ed eccomi a recar cure per tutti i gusti sinché più frusti
Vengono a ore
E domino fingo respingo m’intrometto
E cospargete fiori al mio passaggio rido ancheggio e sbadiglio
Fino al giaciglio, degli adultèri
Sarò rifiuto della città
Quando piove ed è già sera
Sarò anche vento, un preghiera quando ogni goccia
Vestita d’argento a pungere il fango la faccia
Il cuore…

Passerò sulla vostra famiglia
Come un flagello, come una guerra
Come un’abbietta larva di fanghiglia
Sarò l’angelo che è sceso in terra
Per la vendetta
Sarò l’illusione dell’amore che prima m’accolga di meno s’accorga
Sarò quel momento di debolezza che giunge a volte a motore spento
E la sveltezza di un brivido a notte

Opera sintonica. Con l’orchestra filarmonica di Vienna.

Dall’Auditorium Giovanni Agnelli, Lingotto, Torino.

Dirige il maestro: Clemente Ferrari

Opera sintonica. Con l’orchestra filarmonica di Vienna.

Dall’Auditorium Giovanni Agnelli, Lingotto, Torino.

Dirige il maestro: Clemente Ferrari

Le cose che abbiamo in comune

Testardo

Aria

 

Con Daniele Silvestri e Carmen Consoli

Gli anni senza un Dio

L’inverno cigola

come un carrello della spesa

a zonzo tra il pesante di noi corpi e le anime

incastonate dentro cattedrali e panettoni

non torneremo, credo, polvere ma lievito.

Ringrazio Dio, che non mi ascolta mai

perché sarei un diavolo per lui

 

Sintomi indecenti scorrono come asfissie

ho visto baci senza labbra

“Addio Gesù bambino”

abbandonati poi, dall’altra parte,

tossi e smocciolio

verdetti logori di zie d’ingombro,

verso un neo.

Ringrazio Dio, sgomento e musica

perché sarei acqua nelle vene

“Vedi figlio mio, 

solo poi ti accorgerai, 

che è meglio non capire 

le miserie strane che ho capito io 

Chiudi gli occhi, è solo un fulmine 

che verrà il tuono ed io non ci sarò”

Ringrazio Dio, per gli anni senza un dio

perché sarei un uomo per metà.

La vita com’è

Se fossi qui dipenderei dalle tue tenerezze,
dette sul collo a bassa voce ma lo sai
L'”amore porta guai si perde quasi sempre
c’è gente che facile non si riprede più ma tu
Guarda me, prendo tutta la vita com’è
Non la faccio finita ma incrocio le dita e mi bevo un caffè
Ammazzo il tempo provando con l’auto meditazione canto un po’
Nella testa … uh uh uh uh uh uh…
E mi rimetto ripulendo il mio salotto dal terribile ricordo che resta di te
Se fossi qui mi lascerei tentare dalle tue carezze
Però ringrazio Dio che non ci sei
L’amore fa per noi ma separatamente
c’è gente che come me non si riprende mai, lo sai
Guarda te questo straccio di vita cos’è
Non la faccio finita soltanto perché è pronto un altro caffè
Ammazzo il tempo provando con l’auto meditazione canto un po’
Nella testa … uh uh uh uh uh uh…
E mi rilasso finché non avrò addosso quel terribile ricordo rimasto di te Indifferente che in mente c’è l’eco di quelle malelingue che…
Mi han detto uh uh uh uh uh uh…
Ci sono cose su di lei che è meglio non sapere mai
sai che ricordo mi resta di noi Uh uh uh uh uh uh…
E mi rimetto ripulendo il mio salotto dal terribile ricordo che resta di te! Guarda me prendo tutta la vita com’è
Non la faccio finita ma incrocio le dita e mi bevo un caffè
Ammazzo il tempo provando con l’auto meditazione canto un po’
Nella testa … uh uh uh uh uh uh…
E mi rilasso finché non ho più addosso quel terribile ricordo rimasto di te Indifferente che in mente c’è l’eco di quelle malelingue che
Mi han detto uh uh uh uh uh uh…
Ci sono cose su di le che è meglio non sapere mai
sai che ricordo mi resta di noi
Ma ci son cose su di me, che forse non ci crederai
sai che ricordo ti resta di noi

 

Il polline come un esercito di paracadutisti microscopici
Scende lentamente sopra il prato
Facendo a pezzi gli antistaminici
E poi colpo di stato
Trasporta gli starnuti dove prima erano baci
Su primavere allergiche, il tempo che si scioglie
Mi lascio affascinare da chi prima lo raccoglie
Soltanto per poi perderlo
Soltanto per trovare qualcuno per cercare
Perdere quel tempo, perdersi cercando insieme, insieme
E non c’è rimedio al mio disordine d’aprile
Mi scuoto e mi rovescio per lavare via l’idea
Che troppe cose siano nate con la data di scadenza
No, non c’è rimedio al mio disordine speciale
Non posso stare senza
Come non ne ho mai abbastanza
Di tornare a domandarti
Se vuoi perdere del tempo qui con me
Non c’è, non c’è, non c’è
E se le mie scuse
Ormai non sanno più come forzare serrature
Di sguardi e mani chiuse
Mi manca il tuo sorriso
Rimango qui disteso ad invidiare gli alberi
Che crescono senza far rumore
Verso il cielo, con pazienza, senza fretta
E senza mai vantarsi della loro altezza
Potessi temperarmi adesso il cuore
Sanguinerei di certo, Ma non avrai più dubbi
Che tutto questo rosso sia per te.
E non c’è rimedio al mio disordine d’aprile,
Mi scuoto e mi rovescio
Per lavare via l’idea
Che troppe cose siano nate con la data di scadenza
No, non c’è rimedio al mio disordine speciale
Non posso stare senza
Come non ne ho mai abbastanza
Di tornare a domandarti
Se vuoi perdere del tempo qui con me
Non c’è, non c’è, non c’è
Non posso stare senza
Come non ne ho mai abbastanza
Di tornare a domandarti
Se vuoi perdere del tempo qui con me, con me, con me, con me
Con me, con me, con me
In questi giorni col fiato corto, in queste ore piccolissime
In questi giorni col fiato corto, in queste ore piccolissime
In questi giorni col fiato corto, in queste ore piccolissime
In questi giorni col fiato corto, in queste ore piccolissime

con Max in versione attore

(che ne pensate?)

Ti sorridono i fiori, quando passa per strada, non ti accorgi di loro.
Poi ti appoggi sull’erba, che è bagnata di sera,
quando cade la luna.
Quando guardi le cose, mi sorprende la luce, che t’illumina il viso.
Se ti sporgi sul fiume, vedi il fiume passare, per ore,
come passa il dolore.

E ti prendo la mano e ti porto lontano da qui,
quelle lacrime al sole troveranno parole da dire: si faranno parole, d’amore.
Se ti lasci soffiare da un respiro d’estate, che ti muove i capelli,
senti il giorno passare come un giorno qualunque, che muore,
come muore il dolore.
E ti prendo la mano e ti porto lontano da qui,
quelle lacrime al sole troveranno parole da dire: si faranno parole, d’amore.