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Un po’ off topic

Il mio primo romanzo, per Newton Compton Editori

(Contiene doveroso omaggio al nostro Max)

978-88-541-6027-9

 

 

https://www.facebook.com/pages/Eleonora-Carta/186208848254273

SanRemo 2013

Max Gazzé – tra i big della prossima edizione del Festival della Canzone Italiana – proporrà “Sotto casa” e “I tuoi maledettissimi impegni”

🙂 !!!!!!!!!!!!

OSPITE DELLA SAISON CULTURELLE

Max Gazzè in concerto al Teatro Giacosa di Aosta
In concerto al Giacosa il cantautore in principio imprigionato in un ruolo non suo è riuscito a coinvolgere il pubblico
di GAETANO LO PRESTI

La musica può fare tante cose. Lo insegna il cantautore Massimiliano “Max” Gazzè che ieri sera si è esibito al Teatro Giacosa per la Saison Culturelle. Come canta, infatti, nel suo hit “Una musica può fare”, la musica può far parlare, amare, addormentare, svegliare. Può fare anche cambiare. Ma, non sempre, “tanto è uguale”. Non è stato, infatti, indolore il baratto con la Filarmonica Toscanini di Parma diretta da Alessandro Nidi che è alla base del concerto “L’Uomo Sinfonico” portato ad Aosta. In pratica: voi mi rivisitate in chiave sinfonica i miei successi (da “Una musica può fare” a “Il solito sesso”, riscritti per orchestra da Silvia Catasta) e io vi canto rielaborazioni di celebri musiche del repertorio classico e lirico. Ed è qui che qualcosa non ha funzionato, specie all’inizio quando Gazzè è sembrato imprigionato in un ruolo non suo, l’uomo sinfonico appunto, con versioni imbarazzanti di brani come “Tu che m’hai preso il cuor” ed una compostezza muta tra un brano e l’altro degna dei rituali tipici dei concerti classici. Ma, per fortuna, la musica può anche “salvarti sull’orlo del precipizio”. E, così, pian piano Gazzè ha cominciato ad interagire col pubblico (in cui spiccava una folta rappresentanza di fans) e la sua ironia è stata valorizzata in brani classici maggiormente sulle sue corde come “La calunnia è un venticello” di Rossini a “Non più andrai farfallone amoroso” di Mozart. Anche le versioni “classiche” dei suoi brani si sono fatte più centrate, con la struggente dolcezza di “Mentre dormi”, trasfigurata in una serenata senza tempo, ed il coinvolgente body-tapping con cui gli orchestrali hanno accompagnato la finale “Il solito sesso”, conclusa con un trasgressivo gesto dell’ombrello all’unisono. Perché, in fondo, anche questo una musica può fare. “Lililli o lalalla (maggiore)”.

I Suoni delle Dolomiti – In cammino verso la musica e la montagna.

 

giovedì 25 agosto

MAX GAZZÈ

Canzoni come stati d’animo
Insieme a Alex Britti, Niccolò Fabi e Daniele Silvestri, con i quali ha sovente collaborato, Max Gazzè fa parte di quella generazione di cantautori romani che si è messa in luce negli anni Novanta. Il suo primo strumento è stato il pianoforte, poi sostituito dal basso, che non ha mai smesso di suonare. La sua carriera ha seguito tutte le tappe d’obbligo di chi scrive e canta canzoni: Premio Tenco, Sanremo, prima tra i giovani e poi tra i big, Festivalbar, ecc. Ama la poesia e se la sa cavare bene anche come attore (Basilicata Coast To Coast di Rocco Papaleo).

COME ARRIVARE
da Grumes in auto fino a Masi Alti (parcheggio in località Pradet e lungo la strada d’accesso) e quindi a piedi
ore 1.30 di cammino dal parcheggio più distante
dal Lago Santo di Cembra a piedi lungo sentiero E5
ore 2 di cammino

Per questo evento è attivo un bus da Baselga di Piné a Grumes e ritorno, biglietto al costo di € 5, da acquistare entro le ore 12.30 del giorno precedente presso l’APT a Baselga di Piné.

ESCURSIONE
con gli Accompagnatori di Territorio al Monte Castion e al Biotopo Prati di Monte
ore 3.30 di cammino, dislivello 600 metri, difficoltà E
info e prenotazione 0461 557028

RECUPERO
ore 21 Centro Congressi Piné 1000 a Baselga di Piné

INFO 0461 557028 – 683110 www.visitpinecembra.it

 

Il ventisette di agosto Gianni Sergente ha preso un altro stipendio
Una cifra alla volta come nel poker sono in tutto un milionequattrocentotrenta
S’aggiusta il sorriso sguscia via dall’ufficio e corre a più non posso verso il primo bar
Buonasera signora volevo duemila liquirizie da portare su un ciliegio esterno
Povero Gianni Sergente vestito elegante
A pensare su un ciliegio esterno
A pensare su un ciliegio esterno

Maledetta pigrizia maledetta pazzia per cercare differenze tra giorni uguali
Ridotto a succhiare quel nero che nero rimane su un ciliegio esterno
Il venti settembre gli ho portato un regalo e senza dire niente me l’ha tolto di mano
“Sono le poesie di Mallarmé!” esclama contento su un ciliegio esterno

Povero Gianni Sergente vestito elegante
A pensare su un ciliegio esterno
A pensare su un ciliegio esterno

Guardati bene
Tu sei sbagliato e fuori moda
Capelli lunghi
Hai sempre addosso quel vestito
Guardati bene
Ma come fai a non sentirti un idiota
Che ti rimane
Se non l’immagine che dai
Ma lui aveva dentro qualcosa che non mi potevo spiegare
Come un sollievo una pace interiore
Il suo paradiso è su un ciliegio esterno

Dopo quel giorno l’ho visto che sembrava un frutto più grande con gli occhiali scesi
Rrapito dal gusto di liquirizia e dalla sua lettura su un ciliegio esterno
Il ventisette settembre Gianni Sergente ha preso un altro stipendio
Una cifra alla volta come nel poker sono in tutto un milionequattrocentotrenta

Povero Gianni Sergente vestito elegante
A pensare su un ciliegio esterno
A pensare su un ciliegio esterno

off topic ma non troppo

Carmen Consoli non ha bisogno di presentazioni, qui collabora con lei Tiziano Ferro.

Già Natale, il tempo vola,
l’incalzare di un treno in corsa
sui vetri e lampadari accesi
nelle stanze dei ricordi
ho indossato una faccia nuova
su un vestito da cerimonia
ed ho sepolto il desiderio intrepido di averti affianco
allo specchio c’è un altra donna
nel cui sguardo non v’è paura
com’è preziosa la tua assenza in questa beata ricorrenza
ad oriente il giorno scalpita non tarder

Guarda l’alba che ci insegna a sorridere
quasi sembra che ci inviti a rinascere
tutto inzia invecchia cambia forma
l’amore tutto si trasforma
l’umore di un sogno col tempo si dimentica

già Natale il tempo vola
tutti a tavola che si fredda,
mio padre con la barba finta ed un cappello rosso in testa
ed irrompe impetuosa la vita
nell’urgenza di prospettiva
già vedo gli occhi di mio figlio e i suoi giocattoli per casa
ad oriente il giorno scalpita la notte depone armi e oscurità

Guarda l’alba che ci insegna a sorridere
quasi sembra che ci inviti a rinascere
tutto inizia invecchia cambia forma
l’amore tutto si trasforma
persino il dolore più atroce si addomestica

tutto inizia invecchia cambia forma l’amore tutto si trasforma
nel chiudersi un fiore al tramonto si rigenera.

Auditorium di Roma _ Diretta WEB_ 21.01.2011 h21:00
*_*

Gentile Signor Papaleo,

Le comunico con la presente che dalle ore 07 pm ca. data odierna, Lei è ufficialmente stato iscritto alla lista dei miei rimpianti.

Lei passava in Piazza San Luigi dei Francesi, io passavo a mia volta in direzione contraria, ci siamo incrociati, guardati, le ho sorriso, lei mi ha sorriso, ma, sebbene avessi in borsa il cd di Max “Quindi?” appena preso alla Feltrinelli (con tanto di bollino adesivo sul cellophane “Contiene Mentre Dormi, colonna sonora del film Basilicata Coast to Coast“…)

…non ho avuto il coraggio di fermarla e salutarla. E anche se non capisco bene che senso abbia la pratica degli “autografi” … certo Le avrei chiesto gentilmente di scrivere qualcosa sul cd, che peraltro avrei regalato il giorno dopo.

Cordialmente,

arrivederci…

  • Max Gazzè: “La passione ti lascia senza parole”

    Per Max Gazzè è tempo di novità: il debutto come attore (muto, o quasi), un disco in arrivo e un amore finito dopo 12 anni. Di cui resta una canzone. Romantica come lui

  • Max Gazzè:
  • Per un artista che ama le parole (scritte e cantate), misurarsi col silenzio è una bella sfida. Prendete un musicista come Max Gazzè, di professione cantautore. Fatelo debuttare nel cast di un film tutto italiano. E fatelo tacere. Il regista di Basilicata coast to coast (al cinema dal 9 aprile), Rocco Papaleo, l’ha voluto insieme con Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno e se stesso. Lui, in cambio, ha scritto la canzone finale, Mentre dormi (che fa parte del suo nuovo disco, Quindi?, in uscita a fine aprile). Dopo tanti videoclip, questo è il suo primo vero film. Uno in cui si sente tutto il sapore del Sud, il viaggio di una band strampalata che, dovendo partecipare a un festival dall’altra parte della Basilicata, pensa di farsi notare di più arrivandoci attraverso un percorso “on the road”, a basso impatto ambientale. Niente auto, né furgoni, né tappe in autogrill, ma una carovana improvvisata, zaini con i pannelli solari sulle spalle e notti in tenda. Nome del gruppo: Le Pale Eoliche. Max Gazzè, lì, suona il contrabbasso. E ha l’aspetto di un nerd: occhialoni, testa ricciuta, perennemente in silenzio. Il suo personaggio è un romantico, ha un animo sensibile e ha subito un trauma sentimentale (ma il suo mistero verrà svelato solo all’epilogo). Quando finalmente pronuncia una frase per intero, la Mezzogiorno si offende. E lui conclude: «Era meglio se non parlavo».
    Max, come mai Papaleo ha scelto lei, che attore non è?
    «Conosco Rocco da tanti anni. Gli serviva un musicista… ed eccomi qua. È stata un’esperienza bellissima. Ho trascorso un mese in Basilicata e ci siamo divertiti moltissimo. Con Gassman è nata un’amicizia e ho scoperto Giovanna Mezzogiorno, una ragazza molto dolce. Nel film, il mio è un ruolo marginale, ma importantissimo. Durante il tragitto, Franco, il mio personaggio si trasforma, anche fisicamente. E, grazie alla giornalista che li accompagna per girare un documentario sulla band (la Mezzogiorno, appunto), supera il suo blocco, si innamora e torna a vivere. Non voglio svelarvi il finale, però».
    Il suo personaggio le somiglia?
    «È molto diverso da me. Io non sono così: mi piace parlare, sono un chiacchierone».
    Non ama il silenzio?
    «Per far sì che ci sia musica, ci deve essere anche quello. Le pause sono necessarie. La parola veicola significati analitici, la musica quelli più emotivi».
    L’amore passa attraverso silenzi o parole?
    «Senz’altro più dai primi. Ciò che accade tra due persone è una misteriosa alchimia. Le parole possono confermarla, ma non la creano».
    Che rapporto ha con il silenzio?
    «Mi piace. Avendo tre figli, vivo da sempre in una casa molto rumorosa. Anche se, adesso, lo è molto meno…».
    Come mai?
    «Mia moglie se n’è andata con i bambini (Maria, pittrice e scultrice, sposata nel ’98, ndr). E la vera assenza di suoni la sto scoprendo ora, nella casa vuota».
    Anche tra noi cala il silenzio. La sua frase è un fulmine a ciel sereno. A una confessione così sincera, a bruciapelo, fatta con una calma quasi rassegnata, uno non sa che cosa replicare. Tra me e me, penso: ora le domande sulle coppia e sulla sua romanticissima canzone di chiusura del film (Gazzè canta: “Mentre dormi ti proteggo, ti respiro, ti trattengo per averti sempre con me”…) come faccio a fargliele? Ma è Max a togliermi subito dall’imbarazzo.«L’ho scritta prima che accadesse tutto questo».
    Se la sente di parlarne?
    «È una ferita ancora recente. Ora sono nella fase della sofferenza. Tra noi due ci sono ancora contrasti, ma passeranno. Dopo 12 anni e tre figli, l’obiettivo principale di entrambi è quello di trovare una forma di armonia per il bene dei nostri bambini (Samuele, 11 anni, Bianca, 9, Emily, 4, ndr)».
    “Mentre dormi” è dedicata a lei?
    «Sicuramente c’è dentro anche l’amore per la mia compagna. Se scrivi d’amore, ti ispiri a ciò che vivi. Io non necessariamente mi ispiro alla mia vita. A volte racconto un fatto accaduto ad altri. Mentre dormi mi sembrava una canzone adatta a questo film».
    Nel suo nuovo disco, “Quindi?”, c’è più gioia o più sofferenza?
    «Sono 12 canzoni: un equilibrio di poesia e di colori. Ero ancora in una fase felice quando l’ho scritto».
    Lo “spleen” degli artisti, la malinconia, è spesso fonte di ispirazione. Lo è anche per lei?
    «C’è un detto orientale che suona così: “Nessuno sa come nascono i fiori. Nemmeno il Dio della Primavera lo sa”. Finché uno non accetta il dolore, non riesce a metabolizzare la perdita. Solo allora può iniziare il percorso creativo. Io sarò pronto, ma tra un po’…».
    Ha qualche rimpianto?
    «Non ho mai pensato: “Avrei dovuto fare scelte diverse”. Ciò che sono nel presente, è la somma del mio passato. Se dovessi rimuginare sugli errori, non riuscirei a trasformare il presente in futuro. Comunque, non sono uno molto legato al passato».
    Suona strano detto da una persona nata sotto il segno del Cancro.
    «Ascendente Bilancia, però. Invecchiando, altaleno euforia e malinconia. Per dirla meglio, sono un Cancro, ascendente bisbetico».