Archive for ottobre, 2016


Max riparte da Teresa, il quarto singolo in rotazione tratto dal cd “Maximilian”.

Quello di “Teresa” è diventato uno dei  fili conduttori della sua poetica. Il difficile rapporto uomo-donna, l’eterno dilemma circa il vivere insieme o il lasciarsi per preservare “il rimasuglio di un’intesa”.

E poi recriminazioni, attacchi, vendette incrociate, rappresaglie continue, discussioni e liti, fino alla decisione finale di rimanere a casa con i suoi, dove si mangia bene, ha tutto il divano per sè, e dopo cena pure Sky .

Sempre dolce amaro Max. Graffiante e nel suo umorismo che non è mai solo ironia.

Il video poi, per la regia di Fabrizio Conte, (lo trovate qui), una divertente commistione di misoginia e sudditanza psicologica.

Max ripartirà per un tour mondiale che toccherà Asia e Americhe. Buon viaggio Max e buon divertimento a tutti quelli che riusciranno ad ascoltarti.

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Se fossi vera saprei tutto di te
Ma ogni tuo freno mi solleva un perché
Indovina che faremo stasera
Dopo cena al lume di una candela nera
Ti vedo tesa quando esci con me
Farai l’offesa ma dipende da te
Ti abbassassi a dire quella parola
Occhi bassi e quasi nulla ti sfiora fiera
Dimmi a questo punto quanto conto io per te
Ti sembra normale
Che resti sveglio a corteggiarti per ore
E tu non provi affatto a considerare
Che sarei degno di uno sguardo
Un contatto distratto
Mi sento inadatto e banale
Accanto a chi è sempre così razionale
Non mi darò per vinto ci puoi giurare
L’ultimo azzardo me lo voglio giocare
Puntando all’istinto animale ch’è in te
Se fosse vero che una donna non sa
Cos’è un pensiero senza complicità
Proprio tu dovevi fare eccezione
Sei la quintessenza dell’avversione, pare
Ma sotto questa tua corazza lo so
C’è una ragazza che sta lì in bilico
Sopra il solito ancestrale timore
Che hanno tutti di lasciarsi soltanto andare
Dimmi a questo punto che son l’unico per te
Ti sembra normale
Che resti sveglio a corteggiarti per ore
E tu non provi affatto a considerare
Che sarei degno di uno sguardo
Un contatto distratto
Mi sento inadatto e banale
Accanto a chi è sempre così cerebrale
Non mi darò per vinto ci puoi giurare
L’ultimo azzardo me lo voglio giocare
Puntando all’istinto animale ch’è in te
Adesso vado, ma sento che mi dici
Aspetta un po’ ancora un attimo
Dove lo trovo io un altro sensibile come te
Ti sembra normale
Che in due secondi prendi e cambi parere
Che non ci provi affatto a considerare
Se sono degno di uno sguardo
Un contatto distratto mi sento inadatto
Ti sembra normale
Che resti sveglio a corteggiarti per ore
Se vado matto per l’amore casuale
E non disdegno anche uno sguardo
Un contatto distratto
Mi sento inadatto e banale
Accanto a chi è sempre così razionale
Non mi darò per vinto ci puoi giurare
L’ultimo azzardo me lo voglio giocare
Rischiando l’istinto animale
Ci vieni ancora dopo cena da me?

Teresa

 

Teresa, per favore,

se io fossi al tuo posto

farei meglio a preservare

questo nostro rimasuglio

di un’intesa, Teresa.

E’ giusto che ora ti levi di dosso

tutta la vita mia,

come facevi (ma troppo spesso)

con la biancheria.

Teresa, ho già deciso:

ti mollo con preavviso,

che lo sbaglio tuo

di amarmi col guinzaglio

è stato idillio di un illuso.

Teresa, se i tuoi sentieri

son passi sul ghiaccio

più falsi che leggeri,

come l’abbraccio

a mano tesa, che ora mi dai.

Teresa, tu non prendertela a male:

niente, capirai, di personale.

Teresa, senza offesa, ce l’hai un cuore?

E allora, va da sé, diglielo tu di rinunciare,

se non altro ormai perché non ti amo più.

 

E poi, sono tre mesi che convivo con i miei

e quasi quasi adesso io ci resto.

Tu non ti abbandonare

non ti lasciare andare,

devi solo realizzare,

che l’amore intenso brucia presto.

E poi, non c’è nessuno che cucina come i miei

tutto il divano e dopo cena Sky.

Tu non ti abbandonare,

non ti lasciare andare,

devi solo maturare un po’,

ma fallo per favore senza me.

 

E non è per qualcosa,

ma, con queste premesse,

Teresa, non vorrei poi ti sfuggisse,

che comunque tu la metti, Teresa,

ci sono affetti, in effetti,

che affetti non sono stai mai,

ma, cosa vuoi,

ai tempi, sai, mi innamorai.

Teresa, intanto smettila di urlare,

che brutta sei, quando ti fai volgare,

ma sento che l’hai detta con il cuore:

e allora va da sè chiedimi tu di rinunciare,

se non altro ormai perché non mi ami più.

 

E poi, sono tre mesi che convivo con i miei

e quasi quasi adesso io ci resto.

Tu non ti abbandonare,

non ti lasciare andare,

devi solo realizzare,

che l’amore intenso brucia presto.

E poi, non c’è nessuno che cucina come i miei,

tutto il divano e dopo cena Sky.

Tu non ti abbandonare,

non ti lasciare andare,

devi solo maturare un po’,

ma fallo per favore senza me.

 

Ma c’è che ti ritrovo in ogni dove,

vorrei fingere che non sia dolore,

respiro, sì, però respiro male,

rimani tra il pensiero e le parole

e in fondo riuscirei soltanto

a dirti che non vali tanto,

ma tu sai capire quando mento.

 

Tu non ti abbandonare,

non ti lasciare andare,

te lo dico col sorriso,

siamo un malinteso gigantesco.

E no, un’altra vita io, Teresa, non ce l’ho,

ti chiedo scusa, ma così impazzisco.

Tu non ti abbandonare,

non ti lasciare andare,

devi solo realizzare,

che l’amore intenso brucia presto.

E poi, non c’è nessuno che cucina come i miei,

tutto il divano e dopo cena Sky.

Tu non ti abbandonare,

non ti lasciare andare,

devi solo maturare un po’,

ma fallo per favore senza me.