“Poi mi è apparso Maximilian, un uomo né del passato né del futuro, ma di un presente diverso, di un’altra dimensione”: Così Max Gazzè racconta il suo nuovo lavoro, in uscita il 30 ottobre. Una sperimentazione, un viaggio colorato tra i sentimenti e la realtà, tra l’umanità e la vita.

A due anni di distanza da Sotto casa arriva Maximilian, il nuovo album di Max Gazzè, in uscita il 30 ottobre. Viene subito da chiedersi chi è Maximilian: un alter ego? Forse è meglio non farsi troppe domande, divincolarsi dalla ragione e abbandonarsi all’ascolto. Del resto è sempre complicato spiegare un disco di un artista come Gazzè.160842055-127aa708-984a-405a-8977-feec7d7cbdb5

Visionario e iperuranico, onirico nella sua riflessione sulla vita, sul mondo eppure concreto e lucido nelle descrizioni. L’ultimo lavoro del musicista romano nasce da una sperimentazione, da un miraggio che ha cambiato il corso del progetto sfociando in risultati eclettici: “Stavo sperimentando nuovi strumenti e creando suoni diversi – spiega l’artista. Poi mi è apparso “Maximilian”, un uomo né del passato né del futuro, ma di un presente diverso, di un’altra dimensione. Il nuovo disco doveva essere un progetto sperimentale, poi sono arrivate le canzoni. Mi piace molto così com’è, un quadro con tanti colori, eterogeneo”. Attraverso la musica l’artista vuole veicolare messaggi ed emozioni; lui diventa tramite di questo passaggio instaurando un rapporto con il pubblico, uno scambio generatore di altre sensazioni.

“Ti aspetterò, ti scriverò, ti perderò/ ancora mille volte ancora/ ti scorderò, ti rivedrò, ti abbraccerò/ di nuovo per ricominciare”, così recita il pezzo di apertura dell’album,Mille volte ancora. Si tratta di una lettera di un padre al figlio, nella quale emerge uno dei rapporti più delicati, quello tra genitore e figlio, fatto di partenze e di ritorni, di parole e di sguardi, di silenzi assordanti ed infiniti che spesso si dissolvono in un abbraccio, di parole e carezze che riecheggiano per sempre.
Dieci tracce che nascono dalla sperimentazione, scritti con il fratello Francesco Gazzè e altri autori che compaiono per la prima volta. Con la produzione artistica dello stesso Gazzè, e con la produzione esecutiva di Francesco Barbaro, il disco è stato registrato e mixato a Roma e masterizzato a New York da Chris Gehringer, presso lo Sterling Sound.

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Gli altri brani disegnano un disco centrato sull’uomo e sulla vita con pezzi che parlano di attualità (In breve), della frenesia quotidiana (La vita com’è), della sfera dei sentimenti in varie sfaccettature con i pezzi Un uomo diverso, Sul fiume, Nulla, Ti sembra normale, Teresa, Verso un altro immenso cielo, Disordine d’aprile. Il nuovo tour partirà a febbraio da Pescara ed è già sold out, tanto che le prime date sono state raddoppiate.

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