Autori Francesco Gazzè e Massimiliano Gazzè

Non mi è bastato,
no,
l’amore avuto
in prestito da te…
vuoto
a rendere,
riprenditelo tu
così com’è.

Stai cadendo giù
come intonaco dalle
pareti
e sprechi
un mondo
tuo di balle
che non reggono più…

li ho già
grattati via
come un solletico
d’inconveniente
i tuoi profeti
e certe assurdità
sull’utopia.

Non trovi meno astratto
che l’autonomia sentimentale
sia abolita sempre
dal concetto esatto
per il quale
un sintomo d’amore
si misura in dosi come
un recipiente?

Ma poi se ti guardo
mi eviti gli occhi
come quando
si è colpevoli o vecchi,
e sai che c’è?
C’è che ognuno
fa quello che vuole,
e tu non
hai idea
di cosa sia
l’amore…
e no!

Cosa ne sai del fatto
che si spacca
in due la testa,
il mondo tutto

quando
un altro affetto
ci si attacca
addosso
e poi non resta
che quel chiasso
in mente
a forza di capire
il più importante.

L’hai capito
o no?
Si può avere
tutto e subito,
però
non è così che va
la mia libertà!

Se vuoi, se ci tieni
e l’idea ti consola,
da domani
mi puoi stringere
ancora
e sai che c’è?
C’è che ognuno
fa quello che vuole
e tu non hai idea
di cosa sia l’amore,
e no…
no!

Ci sei
riuscita intanto
a lasciarmi un altro
buco in petto
e i miei segreti
che ti ho detto
come biancheria sporca
lì ammucchiati
sulla porta …

e avanza anche da sé
come una pelle
o la mia barba
questa bugiarda
convinzione
di confondere te
con un’usanza
di quelle
che riguardano
il cuore.

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