di Francesco Gazzè e Massimiliano Gazzè

Come sarai adesso?

Forse i capelli più corti,
un taglio diverso…
non ce la faccio a scordarti,
tre settimane
che abiti male
il mio stomaco…
ti ho mandata via, ma tu
ormai
non te ne vai
più!

E dove sarai adesso?
In quale stanza non smetti
di piangerti addosso…
se per un attimo uscisse
da me quest’ultima tosse
per buttarti fuori!
Ma resti imbottigliata qui,
sei lontana eppure mi
divori!
Tu, la tua gelosia maledetta…
che l’aria mi stava stretta
ed i tuoi sguardi eran sassi
se uscivo di pomeriggio
solo per farmi due passi…
e non capivi che è peggio!
Io senza respiro costretto
da questo tuo chiodo fisso
a lasciar perdere tutto
e risparmiarti l’abisso
del nostro amore perfetto!

Cosa farei adesso
che giorno e notte
ci penso
e ancora m’illudo
quando mi chiedo
se i nostri
eran silenzi maldestri
di chi si allontana
o soltanto
bastava
anche a te
avere accanto
me.

Tu, la tua gelosia maledetta…
che dall’amore si scappa
quando ce l’hai dappertutto
come l’assedio di un’ombra…
ed ora guarda che hai fatto:
il nostro amore che affonda!
Io che sono stato costretto
da questo tuo chiodo fisso
a lasciar perdere tutto
e risparmiarti l’abisso
del nostro amore perfetto!

Tu, la tua gelosia maledetta…
quando però stavi zitta
con le domande già in bocca!
Sai quante volte ti ho vista
fare una faccia corretta
e dentro il cuore che scoppia!
Io senza respiro costretto
da questo tuo chiodo fisso
a lasciar perdere tutto
e risparmiarti l’abisso…

Con chi sarai adesso?
Gli strapperei via di dosso
il sorriso che ha messo…

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