Venerdì di Repubblica

L’album della settimana

Nel nuovo cd “Quindi?” pochi brani surreali e, invece, tanti riferimenti ai sentimenti e all’oggi

Gazzé e la metafisica dell’amore che alla fine è sempre tenerezza

Da quando ha iniziato, nel ’96, di domande Max Gazzé se ne è fatte molte, sviluppando le possibili risposte nella sua musica. Oggi che potrebbe crogiolarsi nell’idea d’essere un originale autore pop (ma non lo farà mai, anche se questo è il settimo disco), non smette tuttavia di farsi domande.
Il titolo del cd è inteso sia come l’invito a proseguire che a concludere un discorso. E quindi? Quindi qui ci sono cose meno surreali rispetto a quanto ci aveva abituati, se escludiamo l’elettronica sottile di Storie crudeli (che ricorda le recenti produzioni Battiato-Sgalambro e si chiede perché spaventare i bambini con racconti drammatici)e il prog funk di Nuovi allineamenti di Stonehenge, che sembra scritta 25 anni fa e spiega strane teorie geofisiche. Forse perché dopo tanto tempo Gazzé ha messo da parte qualche sogno per parlare di più dell’oggi: non è male, perché se gli episodi di Quindi? sono meno facili di altri suoi lavori (dimenticatevi pezzi superpop come Il solito sesso), necessitano di più lavoro per essere scoperti. Il resto dei brani è più contemplativo, con la tipica varietà di stili di Gazzé, e raccontano della vita con cui ognuno ha a che fare quando la mente vaga: l’amore in tutte le sue facce, l’incapacità di scegliere e un interessante pensiero sulla “metafisica della composizione che astrae l’artista dalla sua sposa”. Anche se poi si torna sempre lì, all’amore protettivo di Mentre dormi, colonna sonora di Basilicata Coast to Coast, il film di Rocco Papaleo, dove Gazzé ha una piccola parte.

voto: *****